Sunday 15 november 2009 7 15 /11 /Nov /2009 17:15
Ma dico io, è mai possibile che questi corsi audio di lingua inglese siano così mal fatti? Il mercato pullula di prodotti scadenti. Questa non vuole essere un'invettiva generalizzata!! Non vorrei mai che domani mi arrivassero migliaia di comunicazioni di risentimento!! D'altro canto ho notato , soprattutto per quanto riguarda la lingua inglese, che frequento di più di altre, che si insegnano pronuncie davvero forzate. Capisco che si voglia esportare principalmente una pronuncia british però chi registra queste traccie audio dovrebbe sapere a quali spettacoli l'uso del prodotto dà luogo nelle case degli italiani.
Sarà pur vero che anche Rutelli ha dato meravigliosa prova di sè e della sua proficiency, ma perchè noi giovani dobbiamo ascoltare i nostri genitori, 50enni e più, cercar di ripetere le pronuncie esemplificate nell'audio dell'ennesimo corso multimediale e subire questa tortura?
Basterebbe che a monte si tenesse ben presente l'impossibilità, specie per soggetti non in costante contatto con l'ambiente in cui la lingua è parlata, di riprodurre fedelmente i suoni della pronuncia originaria in maniera naturale. Insomma, quando si studiano prodotti di questo tipo, in versioni economiche destinate alle grandi masse, si dovrebbe puntare a rendere possibile una pronuncuia corretta delle parole, ma integrandovi le cadenze del paese di destinazione per cui il corso è pensato. Così i parlanti principianti non si sforzerebbero più di produrre cantilene non assimilate, con il rischio di imparare anche meno le basi della lingua, e potrebbero costruire un proprio "salotto linguistico", una propria personalità parlante nella lingua straniera.
Accetto contributi...

M.G.
 
Di M.G.
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Wednesday 8 april 2009 3 08 /04 /Apr /2009 00:42

Ma perché perder tempo a parlare di disgrazie?
La terra trema, Silvio abbraccia, piange e promette cavoli a meranda. Un bacio qua, una buona parola lá e il teatrino dell´Italia va avanti comunque, pieno di luoghi comuni e di clamori intorno a un sant´Antonio in processione. Un minuto di silenzio per le vittime dell´Abruzzo... e poi?
Poi chi come me non osserva il minuto di silenzio diventa l´insensibile menefreghista e chi zittisce di fronte al dolore forse forse apprezza gli abbracci berlusconiani alle vittime dell´edilizia fasulla. Allora basta razzolare e starnazzare, basta indignazione. Si agisca finalmente: soltanto pensando.
Le scene forti e i dibattiti accesi mettono a tacere il pensiero piú profuiquo. Il pensiero che in primis fa pensare agli affari propri, quel sano egoismo raziocinante che se tutti coltivassero davvero il mondo andrebbe diversamente.  
Non potremmo piú semplicemente riscoprire il buon gusto d´agire in coscienza e nell´accettazione delle istanze personali, soddisfacendole in buona fede ed all´interno del proprio spazio vitale senza prestare fiato ed energie al grande faló dei grandi dibattiti, senza accettare ingerenze interessate?   

Di M.G.
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